Dediche di amici poeti
Poesie dedicate di Fabio Maria Turrini
Sento un fremito d'ali
lenta la mia passione avanza.
Sentieri a me sconosciuti si spalancano
d'innanzi a me l'amore..
I rossi si stagliano maestosi, senza volto è la mia felicità.
VOLAMI NEL CUORE, le tue ali si chiudono,rallentano,
ferme, stremate fanno il nido nel mio CUORE.
(Ispirata da opera pittorica " Volami nel cuore " )
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Poesie dedicate di Yael Gan:
Di strada (oblio gitano)
Giunta in segno
non scorgi che i tuoi piedi e hai spezzata la schiena
inchinando ai passanti foulard spenti.
Non vedono che la corsa del giorno e fastidio sordo per dover calcare
ciò che preghi, lenta: disprezzo sonante
e marciapiedi in fiore
forse solo
oblio gitano e svegliarsi senza ieri
in tappeti di seta.
(Ispirata da Reportage fotografico "Gli Invisibili" )
eVENEZIente
Io sono la panna dei giorni migliori, cucchiaio e cannella
di risa in famiglia. So' sguardo appannato d'un sole in carrozza
duca beffardo a gioco di pizzi. Gite e biscotti, dietro il ventaglio
la maschera colta.
Passeggio in guisa del barco arguto, la vecchia in busta, bambini preziosi
in boccoli a' lati. Case infrecciate tengono il segno ai passi maldestri
dei neo-pedonanti e aggraderai il lazzo onnisciente
del bardo locale.
Ho preso i graffiti de' mura a mano, sobborgo caciaro affrescato
e il prêt à porter delle luci soffuse perché udrai cento lingue
e la mia è voce crassa del bacio portuale.
Chiamerai nobiliare e sporca, signora e sottana, cedo acquea coprendo
giudizi e calli, seppur stagno alla fama come re e teatranti
sott'occhio di bue. Stanami in marmi da ballo, busti a preghiera e i bronzi sonanti
con tetti a colombe e felpati uggiolanti
senza padrone, pellicce orchestrate a guarnire campielli.
Intrecciate ai lampioni un po' freddi t'ascolto racconti di canape autunno
il turista ascende gradoni pietrati e carretti
di lena ti solcano tutta. Splendente, marina, a riflessi spumosi
salsa e rincorsa, cigni neri palmano il fiume
latte, luce e sale.
(ispirata da reportage fotografico "Venice fading" )
Bronzea silvestre
Di tutti i colori del bosco che vivono in me
tu sei l'unico che respira. E al tramonto di questa brezza
io ti celebro come giada ch'abbevera i fiori. Ci sposerà
il canto speziato di foglie ornate a goccia
ci sposeranno maestosi i picchi gelati, e il fiato polveroso e terso
con cui dici sì ogni volta che il vetro s'appanna
trafitto a far cornice a te che avanzi.
(Ispirata dal reportage fotografico "Winter" )
Teorema
Dicono il cuore un messaggio da pochi
tutti i bambini san fare
curve ondeggianti per biro scucite. Considera questo:
due corpi in favilla,
elettrico il cielo incorona ciò che si fonde.
(Ispirata da opera pittorica "Teorema")
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Poesie dedicate di Ettore D'Ignazi
ZOOM
Donne in attesa
e nostalgie perdute
Gonfie di preghiere
accarezzano il cielo
con palloncini colorati.
AUTUNNO IN BLU
L'odore del sale
fa sognare amori perduti
fra le onde.
Gli occhi fissano una barca
all'asciutto
come l'ultimo amore.
DRIVE IN
Stretti
fuori dal mondo.
Siamo petali che navigano
in un mare
di sospiri e baci.
Senza fine.
Never.
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Leggera e fluttuante
Tu non sarai mai leggera e fluttuante
rapiti i panni stesi restano asciutti
tutti i tuoi venti. Imprimiti almeno
perché possa fissarti accesa, sei troppo veloce e non galleggi.
Domani andrò ché non ancori i tuoi baci.
Fammi ruotare, danza in ginocchio
sei rovo di bacca a caviglie intrecciate.
(Ispirata da opera pittura " Ogni giorno dei tuoi giorni" )
Valzer più lento
Ballerò con te il valzer più lento
che germini braci a festoni e scintille.
Amo il tuo cuore cerbiatto e il rossore di chioma stupita
al tocco che parlo.
Sei birra sei miele, sei tutta dorata,
fantasia di perle che anziana cercavo.
(Ispirata dall'opera pittorica " Volami nel cuore" )
Tic toc dei rami a metà
Apri il vetro. È pace in festa a strisce ramarre
che bussano agli occhi dell'auto in corsa. Limpida assaggi
specchi di gioia, quel grafite che porta castagne ricciute.
Goccia perché fa da bucato alle afe passate
e l'erba intona; perfino i muri oggi imparano a cantare
che ritmano accordi, senti? A quanto l'uomo mai creò.
S'imbandisce un giorno al passo: c'è scuola di sguardi infantili, daremo nomi
a splash e tic toc.
Antichi reclusi da suoni invasori tributano omaggi
a neon meno spenti, ignari che a lenirli
è pioggia al mattino candita in rintocchi.
(Ispirata dal reportage fotografico " Lake and the Sea" )
Foreste d'appello
L'ultima parola la diede il faggio vecchio
attraccato al pianoro per poche radici, ufficiava il ghiro a seminar fiori
e slalom di grilli mentre sera ammainava rami in frescura
fruttata. Non date voce a lamenti o cortei, stasera il vecchio
stende i palmi più belli.
Foresta assediata chi canta per te.
( Ispirata dal reportage fotografico " Winter" )
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